Mamma e papà si separano

Sempre più spesso si assiste alla fine dei legami di coppia; secondo i dati ISTAT separazioni e divorzi aumentano ogni anno.
Nella maggior parte dei casi la separazione è un percorso lungo e complicato, spesso viene vissuto come un evento traumatico, uno dei momenti più difficili della vita.
Quando termina una relazione si assiste al fallimento di un progetto di vita e si provano tante emozioni, come smarrimento, rabbia, senso di fallimento, di abbandono.
La separazione porta con sé grandi cambiamenti, sia per il singolo sia per il sistema familiare.
In genere i primi anni dopo la separazione vengono percepiti come i più difficili, poi, con il passare del tempo, si assiste a una graduale riorganizzazione della quotidianità e delle relazioni.
Questo cambiamento diventa ancora più difficile da affrontare se, oltre alla coppia, ci sono anche i figli.
Se è complicato affrontare la separazione per i genitori, per i figli accettare che mamma e papà non saranno più insieme è ancora più complicato. Si pensa che mamma e papà saranno per sempre una coppia e, quando questo non accade, nascono molti timori, paure, insicurezze.
Tuttavia a volte può essere la migliore soluzione per vivere più serenamente, soprattutto in quelle famiglie in cui i litigi sono all’ordine del giorno e dove anche i figli vengono, più o meno consapevolmente, coinvolti nel conflitto.

La separazione dal punto di vista sociale, relazionale e psicologico

In passato i matrimoni duravano realmente tutta la vita. Questo non significa certo che un tempo le coppie si amassero di più o che le famiglie fossero più felici. Più realisticamente, la cultura non ammetteva separazione e divorzio.
Con il passare degli anni le cose sono molto cambiate. Si è capito che mantenere relazioni conflittuali può essere negativo per la coppia, ma anche per il resto della famiglia. La fine del matrimonio può, quindi, portare nel tempo un miglioramento nella qualità della vita di tutti.
La separazione è oggi considerata un evento critico che rientra nel ciclo vitale delle relazioni familiari.
E’ un processo che investe molte dimensioni: emotiva, legale, economica, genitoriale, sociale, psicologica.
La separazione porta a una situazione di crisi tutte le persone che ne sono coinvolte: la coppia, le famiglie di origine e, qualora fossero presenti, i figli. Richiede nuovi adattamenti e forti emozioni: disorientamento, rabbia, dolore, insicurezza e fragilità emotiva.
E’ bene spiegare che però non è la separazione in sé a creare conseguenze negative, ma il livello di conflitto esperito. Quanto più la separazione è vissuta con rabbia e aggressività, tanto più sarà vissuta come un momento difficile. Tutto risulta invece più semplice se si affronta questo momento in maniera serena e pacata, nel rispetto delle parti.
Oggi avere genitori separati non è più un’eccezione. A scuola tanti bambini hanno vissuto o stanno vivendo questa esperienza. Tra bambini si parla delle proprie esperienze e anche gli insegnanti sono preparati ad supportare i bambini nei momenti di difficoltà.

Come comunicare ai figli la separazione

Uno degli aspetti più complicati di una separazione è sicuramente dare la comunicazione ai figli sulla decisione di separarsi.
Spesso si tende a rimandare nel tempo, per timore della loro reazione o di creare dispiacere. E’ importante comunicare la decisione quanto prima, non serve fare finta che non stia accadendo nulla. Anche i bambini piccoli, infatti, sono molto sensibili e capiscono che c’è qualcosa che non va tra mamma e papà.
Per i bambini, non essere adeguatamente preparati agli eventi che precedono e seguono la separazione dei genitori, può rappresentare un rischio per la crescita e per un sano sviluppo psicologico e affettivo.
Si possono osservare reazioni diverse a seconda dell’età: i bambini possono sviluppare comportamenti regressivi, come per esempio fare di nuovo pipì a letto, incubi ricorrenti, paura a stare da soli, ma anche aggressività, irrequietezza, chiusura in se stessi; gli adolescenti invece manifestano spesso rabbia, aggressività, fino a comportamenti devianti, come abuso di alcol, consumo di droghe, vandalismo, piccoli furti.

Di seguito alcuni consigli su come gestire al meglio il periodo precedente e seguente la separazione:

  • essere sinceri fin da subito e spiegare, con le parole giuste, cosa sta accadendo;
  • essere chiari sul fatto che la decisione è definitiva, per evitare illusioni circa una possibile riconciliazione;
  • la comunicazione ai figli deve essere data dai genitori e non da terze persone;
  • spiegare che mamma e papà non si separano per causa loro e che, qualunque cosa accada, continueranno ad amarli e che per loro ci saranno sempre;
  • soprattutto nei periodi immediatamente prima e subito dopo la separazione è molto importante trasmettere ai bambini la sensazione di essere completamente al sicuro;
  • non compensare i sensi di colpa legati alla separazione con attenzioni o regali esagerati: i bambini si accorgono della differenza rispetto alle abitudini precedenti;
  • impostare un dialogo che trasmetta amore e sicurezza;
  • non svalutarsi a vicenda di fronte ai figli, non colpevolizzare o insultare l’altro genitore;
  • i bambini hanno diritto ad essere tristi perché mamma e papà non sono più insieme. E’ fondamentale che possano esternare le loro emozioni liberamente, senza sentirsi giudicati né in colpa;
  • evitare comportamenti che possano creare confusione [come per esempio le “separazioni in casa”, in cui mamma e papà non stanno più insieme, ma vivono ancora sotto lo stesso tetto];
  • garantire routine stabili [orari, tempi…];
  • stabilire regole chiare e condivise dai genitori;
  • condividere le decisioni riguardanti i figli e lo stile educativo;
  • essere sempre disponibili al dialogo e al confronto con i figli;
  • parlare ai figli anche di quello che si prova [proprie emozioni, vissuti e preoccupazioni], senza però caricarli troppo e senza “usarli” come confidenti;
  • far conoscere eventuali nuovi compagni e/o nuovi “fratelli” in modo graduale.

L’aspetto più importante da ricordare sempre è che, se si può smettere di essere marito o moglie, non si potrà mai smettere di essere genitori. Per questo è importante riuscire a staccare la parte relativa alla coppia, ai problemi legati alla relazione, dalla genitorialità, cercando di collaborare per il benessere e la serenità dei figli.

Gruppi di sostegno per figli di genitori separati

Laddove sia particolarmente difficile comprendere ed elaborare la separazione di mamma e papà, può essere d’aiuto partecipare ai gruppi di sostegno per figli di genitori separati.
Si tratta di uno spazio esclusivo dove bambini e adolescenti possono, attraverso l’aiuto di esperti, esprimere dubbi, sentimenti, paure, emozioni legate alla separazione dei genitori, mediante uno scambio di vissuti e di esperienze personali.
I gruppi sono condotti da psicologi e sono omogenei per fasce d’età [6-10 anni, 11-14 anni, adolescenti] e consentono di mettere parola sul dolore e di elaborarlo.
Generalmente il percorso è composto da 4 incontri di 2 ore ciascuno a cadenza settimanale.
Nell’ultimo incontro partecipano anche i genitori.

Il percorso ha vari obiettivi:

  • abbattere il muro dell’isolamento favorendo un contatto con altri bambini che vivono o hanno vissuto la separazione dei loro genitori,
  • permettere al bambino di avere uno spazio protetto per imparare a identificare le proprie sensazioni e ad esprimere le proprie emozioni per poterle così affrontare più adeguatamente,
  • informarsi per capire meglio quello che accade in famiglia,
  • avere uno spazio protetto per poter vivere ed elaborare le proprie emozioni,
  • imparare a liberarsi dalle conflittualità in cui si può trovare il bambino [riuscendo anche a dare un senso a cose che riguardano il mondo degli adulti],
  • diminuire i timori di fronte ai sensi di colpa e di responsabilità legati alla separazione,
  • sostenere il bambino nella tappa del cambiamento,
  • favorire quei meccanismi che consentono una maggiore adattabilità al vissuto aiutando il bambino a trovare risorse interne ed esterne e invitandolo anche a un maggiore dialogo con gli adulti che lo circondano.

Al termine del percorso si raggiungono vari risultati:

  • acquisire maggiore serenità,
  • ottenere un arricchimento emotivo sia per il bambino, sia per i genitori,
  • comprendere che si può parlare anche delle cose che ci fanno male e che sembrano “da grandi”,
  • favorire e migliorare il confronto tra genitori e figli,
  • favorire l’avvicinamento della coppia genitoriale e l’abbassamento dei toni del conflitto,
  • favorire la formazione di nuove amicizie. I bambini non si confrontano solo sulla negatività dell’esperienza, ma ridono, scherzano, giocano, rendendo più leggere e “digeribili” anche le vicende più dolorose.

 

BIBLIOGRAFIA

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