Tutti i colori del mondo

Giallo e Rosso si erano innamorati.

Il loro amore li teneva uniti, e così era nato Arancio.

Arancio adorava i suoi genitori e li osservava ogni giorno. Li vedeva sempre Rosso e Giallo brillante, perché il loro amore riempiva le loro giornate e quelle di Arancio, perché erano felici e spensierati e tutto era bello nei loro tre colori. Mamma a volte diventava Rosso oro, quando papà le faceva una sorpresa, o se le regalava un rubino rosso.

Ma col passare del tempo le cose cambiarono, e così cambiarono i colori del mondo.

Papà di tanto in tanto tornava dal lavoro Rosso ruggine, perché i turni in fabbrica erano pesanti ed il suo capo era antipatico. Ma la mamma era Giallo polenta perché aveva cucinato tutto il giorno, o Giallo paglia, perché aveva dovuto pulire la casa da cima a fondo, lavare ed anche stirare, e così non ascoltava papà.

Allora papà diventava Rosso fuoco, che non riusciva a contenere la sua rabbia e sembrava potesse scoppiare da un momento all’altro. Ed anche la mamma si trasformava, diventava Giallo canarino, e le cantava di santa ragione al papà.

Il tempo non passava mai durante quei momenti, Arancio non sapeva cosa fare, come fare per farli smettere.

Poi le litigate divennero sempre più frequenti, tanto che Arancio non ricordava nemmeno più come fossero Rosso papà e Giallo mamma quando si volevano bene.

Fino al giorno che mamma e papà chiamarono Arancio e gli comunicarono che il loro amore era finito ed avevano deciso di separarsi.

“Separarvi? Cosa vuol dire?” chiese Arancio con le lacrime negli occhi, perché forse sapeva.

“Arancio”, rispose papà “separarsi significa che mamma e papà non vivranno più nella stessa casa. Tu passerai un po’ di tempo con papà ed un po’ di tempo con la mamma. La mamma ed il papà ti vogliono bene come prima, più di prima, e tu non devi avere paura”.

“Arancio”, proseguì mamma, “mamma e papà ci saranno sempre, solo non insieme, una volta uno e una volta l’altro. Un po’ per uno. Vedrai sarà divertente perché potrai fare tante cose nuove”.

E invece Arancio di paura ne aveva tantissima e di divertente non ci vedeva proprio nulla. Come sarebbe diventato, di che colore, ora che sarebbe stato con papà Rosso o mamma Giallo e non con entrambi?

Sarebbe rimasto Arancio? O sarebbe diventato Rosso mattone? O Giallo sabbia? Cosa avrebbe fatto mamma quando lui era con papà? E papà cosa avrebbe mangiato se la mamma non cucinava più per lui?

Ma Arancio non poté fare nulla per impedire la separazione dei suoi genitori.

Cominciò allora una nuova vita.

Dapprima, Arancio stette un po’ con la mamma. La tristezza era tanta: non c’era più papà i casa, con cui guardare la partita di pallone. Non c’era nessuno che faceva le battute a tavola. La mamma ogni tanto piangeva. Ed anche Arancio, anche se lo faceva per lo più quando era solo nella sua cameretta per non dare troppo dispiacere a mamma.

Le settimane con lei erano un pochino noiose: la mamma era molto indaffarata, anche perché si era trovata un lavoro. Però succedevano cose interessanti. Intanto, anche se stanca, mamma dedicava tanto tempo ad Arancio. Per esempio, passavano serate intere a farsi le coccole, guardando un film o leggendo una fiaba. Inoltre, vedeva più frequentemente nonno Giallone, che lo faceva sempre ridere, e nonna Giallo limone, con cui giocava sempre a carte.

Un giorno, dopo qualche tempo, la mamma gli regalò una valigia verde speranza e disse: “Domani andrai per qualche giorno da papà e questa ti servirà per portare i tuoi vestiti. Dovrai usare la valigia verde speranza ogni volta che starai da papà”, spiegò mamma con dolcezza.

Arancio era eccitato dall’idea di passare finalmente un po’ di tempo con papà ma a dire il vero il fatto di dover fare una valigia per andare da lui un po’ lo faceva sentire strano.

Quando arrivò papà, Arancio gli corse in contro e lo abbracciò fortissimo, come se non lo vedesse da settimane. Il tempo passato con papà fu sorprendente. Rimasero sempre e solo loro. Tutto il tempo. Come non era praticamente mai successo. Fecero un sacco di cose bellissime, mangiarono schifezze, andarono al parco, al cinema ed infine dormirono insieme nel lettone, perché la casa del papà era molto piccola e c’era un solo letto. Papà gli diede un mazzo di chiavi con un portachiavi blu mare e gli disse: “Visto che la mamma non vive qui, tu sei il custode della mia casa. Tieni questo mazzo di chiavi con te, così potrai entrare qui ogni volta che vorrai”.

Il tempo passò, e Arancio si accorse che la disperazione e la tristezza iniziali piano piano si affievolivano.

La nuova vita era ricca di sorprese. La mamma si era fatta nuovi amici, tutti colorati e sorridenti, facevano un sacco di feste con canti e balli e Arancio si divertiva tantissimo.

Poi arrivava il momento di stare con papà e anche quei momenti erano molto belli. Il papà non gli faceva mai fare i compiti perché con lui Arancio prendeva solo brutti voti, quindi di quello si occupava mamma.

Per questo avevano molto tempo per divertirsi. Giocavano alla PS4 e siccome papà non sapeva cucinare prendevano spesso la pizza wurstel e patatine, che la mamma non gli prendeva mai perché fa male.

Anche la valigia verde gli dava speranza. Perché ogni volta che la preparava per andare da papà immaginava di partire per un viaggio avventuroso.

Avere due case, una piccola ed una grande, una sporca e l’altra pulita, una incasinata e l’altra ordinata, era divertente. Nessuno dei suoi amici aveva due case. E lui, col portachiavi blu, era addirittura il custode di una delle due!

Certo, gli mancavano i momenti passati, quelli in cui mamma e papà si davano tanti baci e si abbracciavano. Ma almeno adesso avevano smesso di litigare, e potevano dedicare il tempo a voler bene a lui.

In fondo, poi, lui era rimasto Arancio, il papà era tornato Rosso e la mamma Giallo, entrambi brillanti, come piacevano a lui.

Ed il mondo fuori era comunque pieno di colori.