Il giardino altresì detta la favola dell'amore

Nel mezzo del traffico assordante della città sorgeva una piccola casetta abitata da due simpatici vecchietti. Era una casetta come se ne vedono tante nei paesi di campagna, con la particolarità che essa, pur sorgendo al centro della città, possedeva un magnifico giardino.

Il giardino era molto ben curato, con un sofficissimo prato d’erba all’inglese al centro ed una serie di aiuole fiorite e coloratissime ai lati.

Un bel giorno, nel centro del giardino nacque in maniera del tutto inaspettata un fiore speciale, bellissimo. A dirla tutta, sebbene fosse nato fuori dalle aiuole, al centro del prato inglese, era di gran lunga il fiore più bello di tutto il giardino.

Aveva un lungo stelo robusto, verde come la speranza di vivere in un mondo migliore. Lo stesso stelo accoglieva foglie grandissime e resistenti, dove i millepiedi potevano rilassarsi e schiacciare un comodo pisolino.

La corolla era fatta di petali enormi, gialli e arancioni come il sole, così grandi che ciascun petalo avrebbe potuto essere un fiore a sua volta, ed al centro i pistilli si erano disposti in un modo così singolare e perfetto da sembrare disegnati. Questo fiore amava così tanto il sole che non riusciva a non distogliere il suo sguardo da lui. Per questo, e per il colore dei suoi petali, gli abitanti del giardino lo chiamarono Girasole.

Girasole era amato da tutti per la sua bellezza unica. Ma quasi per caso aveva stretto amicizia con un filo d'erba qualunque. Il filo d'erba godeva giorno e notte della bellezza di quel fiore, si scaldava alla luce del sole che Girasole rifletteva, sorrideva nel vederlo schiudersi ed orientarsi ogni mattina. Girasole ed il filo d’erba guardavano insieme le nuvole, passavano ore ed ore a chiacchierare, ballavano e cantavano insieme quando c'era il vento e si abbracciavano stretti stretti quando pioveva.

Poi un giorno le lusinghe continue degli altri abitanti del giardino finirono per cambiare le cose.

Girasole si fece nuovi amici, cominciò a passare del tempo con loro. Il filo d’erba era felice che Girasole si facesse nuovi amici, anche se spesso non era invitato alle loro feste. Amava a tal punto quel fiore da non preoccuparsi del tempo che passava o non passava con lui: l’unico suo vero desiderio era quello di proteggerlo e vederlo felice.

Col tempo, però, Girasole cominciò a pensare che la sua bellezza unica e speciale fosse sprecata accanto a quel banale insignificante filo d’erba, per quanto il filo d’erba l’avesse fatto stare bene. Fu così che, anche per la paura che i suoi nuovi amici potessero giudicarlo male, finì per trascurare del tutto il filo d’erba, fino a che decise di lasciare il prato e trasferirsi in un’aiuola insieme ad altri fiori.

Il filo d'erba lì per lì si sentì morire, credette di aver perso il suo amato Girasole per sempre e con esso la felicità. Furono giorni duri: aveva caldo al sole, freddo sotto la pioggia, il vento non lo faceva più ballare ma lo buttava a terra. Ma in fondo in fondo il filo d’erba affrontava tutto con serenità, perché se questo era ciò che avrebbe reso Girasole felice allora anche lui era felice, sebbene avesse dovuto rinunciarvi.

Girasole in effetti sembrava proprio felice vicino ai nuovi fiori. All'inizio tutti gli davano mille attenzioni, perché era appena arrivato ed era davvero molto bello. Era la star dell’aiuola.

Ma presto la vita con gli altri fiori divenne monotona. Col tempo Girasole finì per sentirsi uno dei tanti e tutte le attenzioni che aveva ricevuto all’inizio divennero via via sempre più rare fino a scomparire. Se c’era vento, non era detto che trovasse un altro fiore disposto a ballare con lui, se pioveva, ognuno pensava a sé stesso, quando c’era il sole nessuno si preoccupava di cosa facesse Girasole.

D’improvviso Girasole si accorse di ciò che aveva lasciato: il filo d'erba lo faceva sentire unico, speciale, amato, perché quello era davvero per lui. Aveva lasciato il vero amore.

Allora Girasole, che nemmeno sapeva se fosse passato un secondo, o un giorno, o un mese, o un anno, o persino mille anni, lasciò l’aiuola e tornò di corsa al centro del prato per cercare il suo filo d'erba.

Il filo d'erba, che non aveva mai spesso di pensare al suo fiore nemmeno per un secondo, era lì, che lo aspettava, ed al primo soffio di vento, i due ricominciarono a ballare.